3 trucchi per scrivere un curriculum persuasivo in spagnolo

Durante una pigra vacanza a Exmouth, sul confine della Cornovaglia, mi sono detto: bello questo posto, quasi mi cerco un lavoro. Mi ritaglio mezza giornata in cui traduco il mio curriculum in inglese, lo personalizzo un po’, ne stampo 30 e ne consegno 24. Due giorno dopo torno a casa, che mi è finita la vacanza. Passa una settimana, e un datore si fa vivo su Facebook. Ci sentiamo per telefono, concordiamo un colloquio, e riprendo l’aereo per l’Inghilterra. Il giorno dopo, sono assunto. e lì penso: “Wow, è successo davvero.”

Da allora di tempo ne è passato, e insegnare alle persone a trovare lavoro è diventato il mio, di lavoro. Ma in quell’occasione ho capito una cosa: usando le strategie giuste, trovare lavoro non è poi così difficile. In Italia o all’estero. In questo articolo ti do 3 consigli per partire con il piede giusto e compilare un curriculum efficace in Spagna, ma che puoi applicare in tutto il mondo.

1 – Non usare Europass

Se mi potessi scegliere un soprannome, sarebbe “quello che odia Europass”. Non è quindi un caso se sfrutto questo guest post per fare pubblicità negativa al formato che considero una disgrazia, sia per il datore che per il candidato.

In Italia, nonostante venga usato soprattutto dai giovani, molti datori lo aborrano. In Spagna, dove non è così diffuso, il danno è ancora peggiore: con tutti CV ben formattati che il reclutatore vede, l’Europass farà una brutta impressione e ci sono possibilità che venga scartato direttamente.

Ecco i punti critici dell’Europass:

  • Non è flessibile: persone diverse hanno esigenze diverse, a seconda delle loro esperienze e studi. Il curriculum di un dirigente con 20 anni di esperienza sarà diverso da quello del giovane diplomato, nel contenuto e nella forma.
  • È troppo lungo: un curriculum deve essere massimo di due pagine per chi ha molta esperienza, una per chi è entrato da poco nel mondo del lavoro. Questo perché il datore non ha tempo di leggersi pappardelle infinite, e devi essere breve per attirare l’attenzione. Il formato Europass ti obbliga ad essere così prolisso che è difficile scendere sotto le 3-4 pagine, che il datore non leggerà.
  • Mette in risalto le cose sbagliate: questo è un trucco che ho imparato dai miei studi in marketing. La parte più importante del tuo curriculum, di solito esperienza o istruzione, deve essere quella che per prima cattura l’attenzione. Nell’Europass i dati che saltano all’occhio sono l’intestazione “Europass Curriculum Vitae”, nome e contatti. Le cose che realmente contano sono sepolte sotto una montagna di informazioni irrilevanti.
  • Dimostra scarsa creatività: è inutile scrivere che sei un “giovane creativo e dinamico” se usi un formato standard, piuttosto sembri pigro. Come dice il vecchio adagio: non dirlo, mostralo. Usare un formato elegante creato da te è un ottimo biglietto da visita che dimostra, questo sì, la tua dinamicità e creatività.

A questo punto c’è chi dice “hey, io ho trovato lavoro con Europass!”

Certo, ma l’avresti trovato più velocemente con un modello fatto bene.

E altri che dicono “hey, ci sono dei datori che richiedono Europass!”

Certo, ma sono la minoranza. Sono più i datori che lo schifano.

A questo, aggiungi una lettera di presentazione. Attenzione però: fallo solo se hai una buona conoscenza dello spagnolo per due motivi:

  1. Gli errori di grammatica non fanno mai una bella figura.
  2. Se conosci la lingua, lo puoi dimostrare con un testo scritto mediamente lungo.

Una lettera di presentazione deve essere breve, sempre perché il datore non ha il tempo di leggersi un papiro. Mezza pagina basta e avanza per coprire i punti più importanti, ossia:

  • Spiegazione delle tue competenze, e di come possono essere utili per il lavoro che andrai a fare (meglio se personalizzi questa parte per ogni datore).
  • Un elenco puntato con le 3 esperienze più importanti che hai fatto nel mondo del lavoro (puoi mettere la scuola se non hai esperienza).
  • Spiegazione del motivo che ti ha spinto a candidarti per quel lavoro, informazioni di contatto, grazie e buona giornata.

Semplice semplice, senza inventarsi giri di parole inutili. Sii diretto e usa frasi brevi, come sto facendo io in questo articolo. Elimina le parole che non apportano nulla al discorso.

2 – Punta sulle competenze trasversali

Le competenze trasversali sono il punto d’incontro fra due o più competenze per formare un binomio unico. Alcune sono:

  • Esperto di informatica che conosce il marketing.
  • Chef italiano che lavora in Spagna.
  • Scrittore che conosce 3 lingue.

Il mercato del lavoro sta sempre più cercando competenze trasversali, e anche in Italia è una garanzia per trovare lavoro. Ma all’estero diventa una necessità, perché devi convincere il datore ad assumere te invece che uno spagnolo. Parti già in svantaggio.

Usare le competenze trasversali per trovare lavoro all’estero significa, con termini più semplici, “sfrutta il fatto di essere italiano”. Cerca lavori per i quali essere italiano (cameriere in ristorante italiano, insegnante madrelingua) o conoscere l’italiano (traduzione di testi) sia un vantaggio.

Ma non finisce qui.

Questa è una competenza, ma non è trasversale: specializzati anche in una professione specifica, così da poter trovare lavori migliori. Finché sei in Italia e stai progettando un viaggio, accumula esperienza nel settore che vuoi ricoprire in Spagna: se vuoi andare a fare il cameriere, prima diventa cameriere in Italia e ti presenterai come un cameriere con esperienza che sa l’italiano. Trovare un lavoro ben pagato è più facile. Così facendo, un mio amico ha trovato lavoro in uno dei ristoranti più prestigiosi in Australia.

La so l’obiezione: ma trovare un lavoro in Italia è impossibile!

Io ho lavorato sia in Italia che all’estero, e sono d’accordo solo in parte: essere assunto qui è più difficile, ma non impossibile. Di sicuro se non ti impegni a cercare non troverai niente. 😉

Quando ti sei creato una competenza trasversale, puoi sfruttarla al meglio andando in città meno conosciute. Tutti vogliono lavorare a Barcellona, Madrid e Ibiza, e per questo la concorrenza è più alta. Dalla mia esperienza, trovare lavoro in città minori è più semplice. Le città Erasmus sono un ottimo punto di partenza (come Salamanca), perché sono una fonte indiretta di finanziamenti europei (borsa di studio).

In ogni caso, cerca su internet il tasso di disoccupazione per la professione che vuoi fare (informazioni di base qui). I dati che ti servono sono:

  • Tasso di disoccupazione per la tua professione in Spagna e nelle varie regioni.
  • Tasso di disoccupazione per la tua fascia d’età in Spagna e nelle varie regioni.
  • Tasso di disoccupazione generale in Spagna e nelle varie regioni.

Con questi dati puoi capire scientificamente se la tua professione è ricercata in Spagna. Visto che non ci arrivi in 10 minuti di macchina, poter fare tutto questo da casa ti eviterà molti mal di testa (e un possibile biglietto di ritorno anticipato).

Dal tasso di disoccupazione nelle varie regioni puoi capire quanto l’economia sia sviluppata in una zona. Dalla fascia d’età puoi capire… Beh, lo sappiamo. E dal tasso di disoccupazione per la tua professione puoi capire quanto persone come te siano ricercate in quella città.

Idealmente cerchi una città dall’economia fiorente, e bassa disoccupazione per la tua professione nella tua fascia d’età.

È utile anche sapere i dati storici: se l’occupazione è salita negli ultimi anni, è un ottimo momento per trasferirsi in quella città. Qui l’economia spagnola ti aiuta, con una disoccupazione in lento calo.

Una volta che hai tutti questi dati, puoi iniziare a cercare: i miei due siti preferiti sono Primer Empleo e Indeed.es.

3 – Minimizza i problemi per il datore

Questo è un principio da seguire ogni volta che cerchi lavoro: più semplifichi la vita al datore, più hai possibilità di essere assunto.

La maggiore preoccupazione del datore quando vede che sei italiano è la distanza, quindi devi prendere una serie di precauzioni:

  • Prendi un numero di cellulare spagnolo.
  • Dimostra che sai la lingua con una lettera di presentazione ben scritta (falla correggere da un madrelingua, se puoi).
  • Rassicura il datore che non te ne andrai dopo poco per noia.

Il datore potrebbe farsi un’impressione sbagliata di te se, nel curriculum, legge che sei italiano. Questo problema è forte anche se cerchi lavoro in Italia, ma all’estero si fa sentire di più. Per questo dovresti, quando possibile, consegnare il curriculum a mano direttamente a chi lo leggerà: non solo hai fatto bella figura, ma hai anche dissipato i preconcetti negativi che poteva avere su di te e sull’Italia. Fai una bella prima impressione alla consegna del curriculum, e sarai già più avanti di molti candidati spagnoli che hanno usato l’email.

Parti da una posizione di svantaggio rispetto al candidato autoctono. Cerca di rispondere implicitamente a ogni dubbio già dalla lettera di presentazione e nel curriculum. E impara bene, bene, bene la lingua. Meglio la sai, più avrai vita facile. Nel caso della Spagna, tieni conto anche dei dialetti locali: in alcune città si usa quasi solo quello (ad esempio Barcellona).

Non solo: assimila la cultura del Paese che ti ospita. Trova le differenze con l’Italia e apprezzale. Molti italiani viaggiano il mondo con la puzza sotto il naso, come se loro fossero quelli che hanno capito tutto della vita e quelli che fanno in modo diverso sono stupidi. È vero solo quando ci si siede a tavola, altrimenti è un’illusione mentale tipica dell’inconscio: pensa che “diverso” implichi “inferiore.” Non è vero, diverso significa diverso. Non c’è per forza un migliore e un peggiore.




Conclusione

Andare in Spagna può avere risultati misti: c’è chi fa la migliore esperienza della sua vita e decide di rimanerci, e chi se ne torna dopo poche settimane con la coda fra le gambe. Se vuoi far parte della prima categoria, prima di andare dovresti analizzare il mercato e preparare le basi di un lavoro solido. Senza, ti affidi al caso.

Questo significa partire con un curriculum ben scritto, persuasivo e che vada a suscitare l’interesse del datore. Segui questi tre consigli, e ti sarai semplificato le cose.

Il mercato lavorativo spagnolo non è messo molto meglio rispetto a quello italiano, con una disoccupazione alta soprattutto fra i giovani. Vivere e lavorare in Spagna è un sogno, ma questo non significa che puoi sorvolare su aspetti importanti come la ricerca strategica di un lavoro.

Lo so, è una rottura. Ma ti renderai conto che sarà stato un ottimo investimento.


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