La produzione industriale dell’Unione Europea cresce del 4,5%

Nonostante la crisi globale la produzione industriale dell’Unione Europea è cresciuta nel secondo trimestre del 2011 del 4,5%. Secondo uno studio della Commissione Europea sull’industria, la produzione di questi ultimi mesi è stata rallentata dalla riduzione della domanda da parte del Giappone, vittima dello tsunami.

Dati alla mano, la produzione rimane di un 14% superiore all’inizio del 2009 e un 8% al di sotto del principio del 2008, quando raggiunse il suo massimo. La Comunità Europea crede che il tasso di crescita industriale subirà una decellerazione nella parte rimanente dell’anno anche a causa della caduta della fiducia verso i mercati, per l’elevato costo dell’energia e per la cattiva situazione fiscale di alcuni dei paesi membri.

Il settore della costruzione invece si è stabilizzato grazie anche al recupero dell’ingegneria civile. Il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, ha affermato che l’industria dell’Unione è in miglior forma di quanto non stesse all’inizio della crisi, grazie anche alla buona situazione di Francia e Germania.

Di fatto, ad esclusione di Grecia e Cipro, tutti i paesi hanno migliorato i propri livelli di produzione, alcuni superando persino le quote raggiunte negli scorsi anni.

L’elettronica, l’informatica, la meccanica e l’ingegneria sono stati i settori che nel secondo trimestre dell’anno hanno registrato i migliori risultati. L’altro lato della medaglia è invece rappresentato dai settori del tabacco, dal tessile, dai beni intermedi e i prodotti minerari non metallici, che hanno fatto registrare una contrazione a livello di produzione.


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