Secondo uno studio del International Business Report il 2011 segnerà per le aziende spagnole una ripresa in termine di fatturazione, profitti, esportazioni e investimenti, sebbene questi dati potrebbero non riflettersi in un aumento dei posti di lavori, poiché solamente il 18% delle aziende ritengono che quest’anno aumenteranno il proprio organico.
Sebbene questi dati non riportino ai livelli di occupazione precedenti alla crisi economica, possono comunque essere letti come incoraggianti segnali di ripresa dell’economia spagnola e dell’occupazione.
Economia spagnola in ripresa. È quanto afferma oggi in un articolo il quotidiano El Pais, incando come questo ultimo trimestre sia il primo nel quale si ha registrato un bilancio positivo in comparazione con lo stesso periodo dell’anno precedente, dopo sette tremestri consecutivi di bilanci in rosso.
È probabilmente presto per gridare alla fine della crisi, ma si tratta comunque di un segnale positivo che da indicazioni sulla ripresa economica spagnola, dopo quasi due anni di bilanci in rosso. Dopo i primi segnali di ripresa nell’occupazione registrati in Catalunya e le previsioni positive per il 2011 del Ministro del Lavoro, ecco finalmente un altro segnale incoraggiante nel quadro della ripresa economica della Spagna.
A poco meno di un mese dallo sciopero generale indetto lo scorso 29 settembre dai due principali sindacati spagnoli, UGT e CCOO, il governo spagnolo riprende la parola sul tema dell’occupazione, per voce del nuovo ministro dell’Lavoro Valeriano Gómez, il quale afferma che la Spagna “creerà posti di lavoro nel 2011″.
Secondo il nuovo ministro il recupero sarà lento ma possibile, vista l’alta capacità di assorbimento di manodopera dell’economia spagnola. La speranza comune è che le sue parole vengano confermate dai fatti, e che si possa finalmente lasciare la crisi alla spalle.
Ieri, 8 giugno 2010, Madrid e Barcellona sono state attraversate da due imponenti cortei organizzati da sindacati, in protesta contro i tagli agli stipendi dei funzionari pubblici. UGT (Unión General de Trabajadores, l’Unione Generale dei lavoratori) e CC OO (Confederazione Sindacale delle Commissioni Operaie) si sono date appuntamento per quella che per molti è stata la prova per uno sciopero generale di protesta contro la situazione economica spagnola attuale e i tagli operati dal governo Zapatero, sempre più impopolare.
Tutto fermo comunque fino al 16 giugno, data in cui il governo dovrà approvare un nuovo decreto che, se verrà ritenuto lesivo degli interessi dei lavoratori, potrebbe dare il via a manifestazioni ancora più imponenti e generalizzate.
Ecco un link con le immagini dello sciopero di ieri.
Il governo Zapatero approverà il prossimo 16 di giugno la riforma lavorativa proposta nel Consiglio dei Ministri. La scelta della data non è casuale, ma bensì dovuta alle esigenze di presentarsi al Consiglio Europeo che si terrà il giorno successivo a Bruxelles, alla chiusura della presidenza di turno da parte della Spagna, con un progetto pronto.
Zapatero ha affermato che “la riforma è necessaria per aiutare a creare nuovi posti di lavoro” e che avrà effetti su “aspetti essenziali del mercato del lavoro“. Vista la crisi del mercato del lavoro che ha subito la Spagna recentemente si aspetta con interesse questa manovra che potrebbe ricreare condizioni favorevoli in un mercato che sta patendo una delle peggiori crisi degli ultimi anni.
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